La crudele, sconcertante, inconfutabile realtà dei numeri!
Da quest’anno, attraverso la leva delle locazioni immobiliari,
con aumenti stratosferici degli affitti dei locali riservati
al DLF, la capacità dinamica del nostro sodalizio subisce un
colpo devastante. Era nell’aria che, finita l’era della disponibilità
degli spazi in comodato d’uso, le richieste sarebbero state alle
fine insostenibili: solo pochi anni fa il Dopolavoro non pagava
affitti, né tutte le utenze; mentre oggi si trova sul mercato come
un normale soggetto commerciale. Di fronte a questa situazione
potevamo fare “orecchie da mercante”, chiedere dilazioni
(come troppe volte si usa fare nel nostro bel paese), tentare
strade tortuose irte di ambiguità, o fare gli “irriducibili”, incatenandoci
davanti alla Sede. Sono atteggiamenti, questi, che
qualcuno ha suggerito e, ne sono convinta, altri suggeriranno
col senno di poi. Tuttavia, la strada che abbiamo invece deciso
di intraprendere è la più dolorosa e la meno facile.
Dopo un’attenta analisi delle nostre possibilità economiche, abbiamo
deciso di traslocare, cercando una collocazione molto
meno onerosa e comunque sostenibile. Tutti i Soci devono
sapere, con grande chiarezza, che resistere nella storica sede
di Via Andrea Doria, senza pagare gli affitti richiesti, avrebbe
avuto un effetto devastante, non tanto per l’attuale Consiglio
(che potrebbe addirittura riscuotere consensi), ma per il futuro
stesso dell’intera Associazione, che si sarebbe trovata in
un’insostenibile situazione debitoria. Ciò che vogliamo lasciare
ai Soci, alla fine del mandato, è una situazione amministrativa
sana, con prospettive positive, nonostante il futuro altamente
incerto e problematico. La nuova Sede Amministrativa è
stata individuata presso un soggetto privato, in Via Balbi 25, a
circa 200 metri dalla stazione Principe. Qui confluiranno dall’1
settembre 2009: l’ufficio di Presidenza, i consiglieri, l’amministrazione,
la società “DLF per Lo Sport” e tutti i servizi della
vecchia sede. Abbiamo deciso di sistemarci subito, anche se i
lavori non sono completati, proprio per non interrompere i flussi
di servizio sin qui erogati ai soci (ad esempio: l’anticipo libri
scolastici, gli abbonamenti AMT, e così via).
Al contempo, in
Via Don Minetti 6, presso una struttura di RFI, stiamo perfezionando
il contratto per la disponibilità di spazi nei quali far
confluire le attività dei Gruppi: "La Locomotiva – Linee di solidarietà",
Filatelia, Musica, Pittura, Fotografia, Escursionismo,
Calcio, che negli stretti spazi di Via Balbi avrebbero grosse difficoltà
a sistemare i propri archivi e ricevere i propri iscritti.
Perdiamo invece l’importantissimo spazio della “Sala Blu”, riferimento
non solo per il DLF, ma anche per la Cittadinanza, le
Aziende ferroviarie, i Sindacati, che più volte vi hanno svolto
incontri, conferenze, manifestazioni, corsi. Stiamo curando il
progetto di ricrearne una analoga nei nuovi spazi, ma che realizzeremo
subito dopo aver superato l’acme di questa difficile
fase di transizione, nella quale, chiediamo a tutti, di essere vicini
all’Associazione, perché ciò che sta accadendo è un autentico
momento di discontinuità rispetto al passato (nella
società, ma anche in Ferrovia). In un mondo irrimediabilmente
assuefatto al profitto, sembra quasi che non ci sia più spazio
per la componente umana, per uno stare insieme spontaneo.
Anzi, osiamo pensare che l’aggregarsi per fatto di appartenenza
lavorativa, sia, per l’impresa privata, un ostacolo da
evitare, fondando essa, il suo potere, sull’esclusività di rapporti
individuali.
Chi scrive crede ancora nella passione delle persone, nel pensiero
e nell’azione condivisi, nelle attenzioni che ognuno può
riservare agli altri nel proprio tempo libero. Questi valori, che
piaccia o meno, sono inestinguibili e irrinunciabili. Ed è in questo
contesto, che comunque continuiamo ad assumerci decisioni
di straordinaria complessità, nonché a pensare ai programmi
futuri delle attività sportive e ricreative, a dare ai colleghi ferrovieri
e alle loro famiglie servizi e sussidiarietà. Doveroso è
anche accennare alle altre strutture del DLF. Una in particolare:
il teatro Albatros. Possedere un teatro è una grande ricchezza
per un sodalizio, e il DLF vi ospita iniziative sociali e culturali;
l’Albatros è un “luogo aperto”, e disponibile, dove trovano
spazio i giovani per le loro idee; dove si svolgono attività per i
ragazzi, corsi, rassegne teatrali e cinematografiche, in stretta
collaborazione con il mondo scolastico. C’è spazio per la musica
e per tutte le attività benefiche che vengono promosse
a livello locale. Enti ed amministrazioni pubbliche ne possono
usufruire gratuitamente. È un bene che, ci permettiamo di suggerire
alla proprietà, vale la pena continuare a lasciarlo gestire
al DLF, magari in comodato d’uso.
Certo, non abbiamo certezze. Anche se si è bussato ad ogni
porta pur di trovare una concreta solidarietà e una rassicurazione
per il futuro di migliaia di famiglie del popolo del Dopolavoro
Ferroviario genovese. In conclusione, vogliamo ancora
una volta con forza ribadire, che la cultura ferroviaria non è solo
ricerca di lucro, ma è fatta di senso del servizio, di disponibilità,
di lealtà e di rispetto umano. Valori di libertà, valori eterni, ma
che oggi, per qualcuno, sembrano non servire più...
Rosaria Augello,
Presidente del DLF di Genova