Congedandoci da questo “terribile” 2009 e salutando il
nuovo anno, non possiamo sottrarci all’immancabile appuntamento
con i bilanci, le riflessioni e le doverose considerazioni
che dovranno fornirci i riferimenti utili per le
nostre attività future.
Se analizziamo con una certa attenzione quanto è successo
nel giro di pochissimo tempo, scopriamo che, in
meno di un anno, il DLF ha mutato completamente la sua
fisionomia passando, dall’opulenza di iscritti e di risorse
di qualche anno addietro, alle attuali risorse, che sono
estremamente ridotte e talvolta inadeguate agli scopi ed
alle missioni proprie del nostro amato sodalizio.
Andando indietro con la memoria, infatti, molti di noi ricorderanno
che c’è stato un tempo in cui provavamo la
gioia di essere una magnifica organizzazione con i quasi
200.000 iscritti (dati nazionali); avevamo in comodato
d’uso gratuito terreni e immobili nei quali i DLF territoriali
facevano grandi investimenti, costruivano sedi ricreative,
culturali ed impianti sportivi, offrendo servizi e regalando
gradite “Befane” ai loro piccini.
La vera essenza del “no profit”, pessimo termine di ottima
pratica, ma ormai stridente con le attuali tendenze, che
mirano a considerare il profitto come il principale, se non
il solo, indicatore sociale capace di fornire identità, potere,
visibilità e benessere.
E allora via! Un calcio alla cultura, allo svago, ai sani valori
della solidarietà e del rispetto: l’importante è chiudere i bilanci
in presunto “attivo”, con buona pace degli illuminati
insegnamenti di una classe dirigente e imprenditoriale
seria e scrupolosa, ma anche attenta alle esigenze di chi
produce. Vi pare uno sfogo eccessivo?
Non credo proprio, visto che la china intrapresa dalla
“new economy” sta producendo un contrasto crescente
tra povertà e ricchezza ma, soprattutto, sta generando un
imbarbarimento sociale e culturale i cui segnali ci giungono
sempre più numerosi.
L’indagine della Commissione Revelli segnala l’aumento
tra i nuovi poveri di pensionati, famiglie monoreddito,
lavoratori precari, artigiani, piccoli imprenditori, persone
e famiglie non tanto povere da meritare l’assistenza dei
servizi pubblici, né tanto ricche da potersela cavare da
soli. Non credo occorra un alchimista per stabilire quanto
componenti come la prevaricazione, l’arroganza ed
il sopruso se mescolati con la povertà, l’ignoranza ed il
disagio, possano provocare contrasti sociali deflagranti
dei quali, proprio in questi giorni, stanno manifestandosi i
primi allarmanti sintomi.
Perdonate lo sfogo, ma vi assicuro che, quanto ho sinteticamente
considerato in queste poche righe, deve servire
a convincerci che non bisogna mollare perché, pur nel
nostro piccolo, e con mezzi limitati, tutti noi abbiamo il
dovere di fornire una risposta a questa deriva ormai insostenibile.
Per questo, mai come in questo momento, la
nostra Associazione deve essere una “casa” dove incontrarsi,
conoscersi, confrontarsi al di là delle appartenenze
e delle convinzioni, per lavorare insieme ad un progetto
associativo che, oltre allo sport ed alla cultura, concorra a
far crescere le coscienze ed a fornire consapevolezze.
Proseguiremo dunque, nonostante le difficoltà, nel cercare
di mantenere quei servizi che, pur se a volte insufficienti,
danno la cifra del nostro impegno e della nostra
volontà. A tal proposito, ricordiamo che la fine del 2009 è
stata “festeggiata” con l’inaugurazione della nuova sede
di via Balbi.
Il nuovo anno, inoltre, è cominciato con uno spettacolo
di cabaret ed il dono della “preziosa” calza ai bimbi dei
nostri soci nel giorno dell’Epifania presso il Teatro Albatros;
per i soci amanti dello sport è pronto il calendario
delle iniziative legate alle attività sportive, in particolare
quelle del gruppo escursionisti “camminare per conoscere”
che, proprio quest’anno, festeggia il decennale della
fondazione. D’altronde, come diceva il grande Eduardo:
“adda passà ‘a nuttata!”
…E noi saremo lì sperando di vedere spuntare l’alba!
Rosaria Augello,
Presidente del DLF di Genova